Arriva il Natale e le tensioni esplodono
Fin da piccoli il Natale, e tutto il periodo che lo annuncia e lo segue, ci viene rappresentato come un momento di pura magia in cui gioia, scambio di doni, risate e attimi speciali di condivisione, affetto e intimità la fanno da padrone, scacciando per un po’ la routine quotidiana e le sue preoccupazioni. La scuola chiude per un paio di settimane; uffici e fabbriche si organizzano per le ferie dei dipendenti; i negozi si accendono di un’attività febbrile ed espongono addobbi, luci, merci scintillanti e colorate che invogliano a soffermarsi a guardare incantati vetrine sapientemente allestite e che spingono all’acquisto. In ogni famiglia si comincia a organizzarsi per il cenone della Vigilia e per tutti gli eventi sociali dei giorni a seguire (“Che menù prepariamo quest’anno?”; “Chi invitiamo per il pranzo di Natale?”; “Cosa facciamo per Santo Stefano?”). I bambini, poi, sono quelli che maggiormente si fanno contagiare dall’atmosfera eccitante ed eccitata delle festività natalizie, scrivendo la letterina a Babbo Natale, chiedendo di essere coinvolti nelle attività di addobbo della casa, domandando con gioiosa insistenza ai genitori di acquistare dolci, giocattoli, calendari dell’Avvento, nuove decorazioni e quant’altro. Le emittenti televisive cominciano già un mese prima a propinare film e serie tv in cui il Natale è il protagonista indiscusso delle vicende raccontate. Insomma, le festività natalizie sono caricate da altissime aspettative da parte di tutti, giovani e meno giovani. Ci si aspetta di passare giornate meravigliose, divertenti, distensive e dedicate agli affetti. Eppure, questo speciale periodo che coincide anche con la fine dell’anno, spesso porta con sé cocenti delusioni, amarezza, malinconia, litigi e conflitti familiari. Perché, visto che tutti sembrano intenzionati a godersi qualche giorno di svago e di riposo? Naturalmente, non c’è una risposta univoca a questo interrogativo, tuttavia, possiamo provare a focalizzarci su quei fattori che possono trasformare il Natale in una festività da cui rifuggire. Per prima cosa, riflettiamo sulle aspettative che ognuno di noi nutre più o meno consapevolmente su questa festa: i media ci riempiono la testa di immagini di famiglie perfette, felici, opulente, che si scambiano ricchissimi regali in abitazioni da favola: la realtà è molto diversa da queste immagini edulcorate e i “normali” nuclei familiari solitamente non rispecchiano “la perfezione natalizia” del nostro immaginario suggestionato da film e libri. Intorno alla tavola imbandita delle feste, allora, possono scoppiare litigi e conflitti anche piuttosto accesi. Questo accade perché le tensioni preesistenti in famiglia non scompaiono “per magia” soltanto perché è Natale, ma anzi, possono acuirsi per il fatto che ci si ritrova tutti insieme per un periodo piuttosto prolungato di tempo, accompagnati anche dai coniugi o dai compagni e dai figli. La famiglia che solitamente si riunisce per Natale è una famiglia “allargata”, si potrebbe dire, formata da più nuclei familiari che si ritrovano a trascorrere parecchio tempo insieme in una situazione che richiede di essere allegri, bendisposti verso tutti gli altri ecc. I fattori che possono far detonare il conflitto possono anche sembrare banali all’apparenza, ma sottendono sempre questioni più profonde: i regali, per esempio, sono spesso oggetto di conflitto (“tu hai i soldi per fare un regalo più importante e fai sfigurare me che ne ho preso uno più modesto” / ”tocca sempre a me tirare fuori i soldi per i regali di mamma e papà perché i miei fratelli (le mie sorelle) non ne hanno mai abbastanza”). Se tra alcuni membri della famiglia serpeggiano problematiche mai risolte, è piuttosto probabile che queste vengano alla luce durante le festività natalizie, complici le bevande alcoliche a cui si indulge maggiormente durante cenoni, aperitivi, pranzi ecc., ma anche il consueto rimestare tra i ricordi familiari che affiorano naturalmente quando ci si riunisce tutti insieme. Le assenze di persone importanti in seno alla famiglia, che non ci sono più (nonni, zii, genitori ecc.) può far affiorare malinconia e nostalgia per un passato che non può tornare ma che è profondamente radicato in noi e che, se non elaborato in maniera funzionale, può suscitare rimpianti. Anche le differenze di tradizioni e rituali possono far scaturire battibecchi! Non ci si sofferma mai abbastanza a pensare che le festività natalizie riuniscono persone di “famiglia” (membri della famiglia d’origine) ed “estranei” (familiari acquisiti per matrimonio/convivenza), che spesso sono fortemente attaccate a riti natalizi molto diversi a cui non vogliono rinunciare.
Dopo questo sintetico affresco si può avere l’impressione che il Natale qualche volta si trasformi in una sorta di battaglia… Ma,allora, cosa fare per non sciuparsi questi giorni festivi e preservare un po’ della magia a cui sentiamo di aver diritto?
Innanzitutto, smettiamola con le aspettative troppo alte! Proviamoci, almeno. Le famiglie non sono perfette, scordiamoci i film, le canzoni, le pubblicità e i libri: cerchiamo di prendere consapevolezza di quanto possiamo aspettarci da un Natale nella nostra famiglia. Poi, cerchiamo di non prenderci troppo sul serio e utilizziamo umorismo e ironia per stemperare le tensioni e riportare la comunicazione a un livello gestibile. Impariamo anche ad allontanarci da conversazioni che ci irritano e ci feriscono: noi non siamo responsabili del comportamento di chi ci sta intorno, ma siamo padroni del nostro, pertanto, possiamo scegliere quando è il momento di congedarsi. Cerchiamo di cogliere il bello che possono offrirci queste riunioni familiari e concentriamoci sugli aneddoti divertenti e positivi, sui ricordi che tutti hanno piacere dicondividere; questo contribuirà a distendere l’atmosfera. Infine, se proprio non sopportiamo l’idea di passare un altro Natale in famiglia, organizziamoci un bel viaggio con degli amici e allontaniamoci da un’atmosfera che non ci giova.
Ogni famiglia “funziona” secondo specifiche dinamiche: la terapia sistemico-relazionale ti permette, se lo desideri, di non rimanerne vittima.
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